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TOPINAMBUR, proprietà e benefici
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Il TOPINAMBUR è una PIANTA SPONTANEA molto diffusa in pianura Padana

Il tubero, dal sapore che ricorda il carciofo, è ottimo per l’INTESTINO e per i DIABETICI 

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Il topinambur (Helianthus tuberosus), tubero simile alla patata, è una pianta erbacea dal fusto eretto con foglie ovali e fiori di colore giallo intenso, simili a piccoli girasoli (Helianthus – Helios- sole). 

E’ una pianta delle composite, originaria del Canada e delle praterie nord-orientali degli Stati Uniti, importata e coltivata in Italia fin dal 1600. 

Cresce lungo gli argini dei fiumi, le rive dei fossi e dei campi e negli incolti;  si trova coltivata e naturalizzata nella pianura Padana, mentre è più rara nell’Italia centro-meridionale.

Il tubero, carnoso e bitorzoluto, con polpa soda e biancastra, si raccoglie in autunno e in inverno, periodo di fioritura. In ottobre si possono vedere a bordo strada, che incorniciano i campi, i fiori gialli del topinambur. 

Non ha avuto grande fortuna di pubblico,si pensa per la difficoltà nella pulitura perché bitorzoluto, tranne che in Piemonte, dove è ingrediente della bagna caoda (piatto tipico regionale).

Ha un sapore particolare che ricorda il carciofo.

 

IL TOPINAMBUR E’ MOLTO RICCO DI INULINA,  E’ OTTIMO PER L’INTESTINO E PER I DIABETICI, ecco perché …

 

Il topinambur è ricco di carboidrati, costituiti in gran parte da fruttosio.

Contiene  vitamina A e C, albumine, mucillagini e composti azotati, con proprietà disinfettanti del sangue. A differenza della patata, non contiene amido, ma ingenti quantità di inulina; l’inulina è una fibra solubile, che rientra nei prebiotici ed è presente anche nella cicoria, nel tarassaco, nell’echinacea e nella bardana, che stimola la proliferazione della flora batterica intestinale. L’inulina viene metabolizzata in modo diverso, dal nostro organismo, rispetto agli altri zuccheri e non entra nel metabolismo dell’energia, cosa che lo rende utile in caso di diabete, il pancreas non deve produrre insulina per riportare i livelli ematici di glucosio in equilibrio.

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L’inulina possiede proprietà immunostimolanti e il topinambur è una delle fonti più abbondanti di inulina.

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Anche se l’inulina non viene usata dall’organismo, fornisce nutrimento ai batteri intestinali, in particolar modo stimola la crescita del bifidobatterio, il principale microrganismo dello yogurt vivo. I bifidobatteri sono essenziali per il mantenimento dell’equilibrio della flora batterica intestinale, inibiscono molti organismi nocivi, forniscono vitamine del gruppo B e aiutano a ridurre il colesterolo.

Il topinambur è un alimento energetico e digeribile che lo rende adatto a bambini e anziani.

 

QUANDO PUO’ ESSERE UTILE

 

Le mucillagini contenute rendono il topinambur  un buon alimento per chi soffre di stitichezza.

I suoi carboidrati non necessitano di insulina per essere assimilati per cui è indicato per i diabetici.

In caso di gotta e reumatismi è benefico per la componente azotata che aiuta a ridurre gli acidi urici nel sangue.

Anche per le donne, nel periodo di allattamento, il complesso dei principi attivi, favorisce la secrezione lattea.

Non forma glutine, quindi è adatto per i celiaci.

Facilita la digestione e dona senso di sazietà.

 

ALCUNI SPUNTI PER UTILIZZARLO IN CUCINA?

 

Il topinambur si cucina come le patate. Si spazzola bene il tubero, si lava, si sbuccia e si taglia a fette ed è possibile utilizzarlo cotto o crudo. Crudo si aggiunge alle insalate, tagliato a fette sottili; cotto si può stufare con altre verdure, friggere o ridurre a purea.

E’ uno degli ingredienti del cuscus dei francesi di Algeria e della Bagna caoda piemontese.

GNOCCHI di topinambur si ottengono sostituendo le patate col topinambur (500 gr di topinambur, 250 di farina bianca, 1 uovo, sale); se la purea dovesse risultare troppo morbida, addensarla sul fuoco in padella.

Sono ottimi anche semplicemente STUFATI, soli o con le patate, con aglio, basilico e una spolverata di pepe.

 

AVVERTENZE. Data la notevole presenza di inulina, può causare flatulenza, in genere se consumato in eccesso.

 

Scritto da Angela Ballarati

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